Manutenzione IT per PMI e liberi professionisti in Ticino: cosa serve davvero (e perché conviene farla bene)

Manutenzione IT per PMI e liberi professionisti in Ticino: cosa serve davvero (e perché conviene farla bene)
“Abbiamo sempre fatto così, perché cambiare?” Una domanda che sento spesso parlando di manutenzione IT. In questo contesto, la routine sembra sufficiente. Eppure, bastano poche mosse fatte bene per evitare grattacapi e lavorare più sereni.

Nella mia esperienza con PMI e liberi professionisti in Ticino, la gestione IT non è mai uguale per tutti. Spesso c’è poco tempo e si cerca la semplicità. Non esiste la soluzione universale: qui mi concentro su chi ha massimo 10 collaboratori e vuole proteggere il lavoro, senza complicarsi la vita. 
 

Test diagnostico rapido – 10 secondi

  1. Sai quando è stato fatto l’ultimo aggiornamento dei tuoi software principali? 
  2. Hai almeno un backup recente dei tuoi dati, testato e accessibile?
  3. Avresti chiaro cosa fare se improvvisamente tutto si bloccasse? 


Se una risposta ti manca, è il momento giusto per rivedere la manutenzione. 
 

Principi chiave

  1. Gli aggiornamenti non sono ‘optional’ 
    Significa mantenere sempre aggiornati sistemi operativi e programmi. Ad esempio, Windows, macOS, Office, software gestionali. Spesso si rimanda, ma le falle di sicurezza si accumulano. 
    Conseguenza: rischi blocchi o intrusioni, anche senza accorgertene. 
     
  2. Backup fatti sul serio
    Avere una copia dei dati non basta: serve un backup automatico, periodico e testato. Un cliente aveva solo la chiavetta, ma non funzionava più. 
    Conseguenza: perdita di documenti per settimane.
     
  3. Sicurezza base sempre attiva
    Antivirus, firewall e password solide. Un esempio concreto: password scritta su un post-it in ufficio. 
    Conseguenza: chiunque può accedere da dentro o fuori.
     
  4. Controllo sui dispositivi 
    Sapere chi usa quali computer e telefoni aziendali. Spesso, i device personali non sono protetti. 
    Conseguenza: dati aziendali a rischio se un device si perde o viene rubato.
     
  5. Semplicità nei processi 
    Automatizzare dove possibile: backup programmati, aggiornamenti automatici. Un esempio: Google Drive che salva in automatico. 
    Conseguenza: meno errori, tempo risparmiato.
     
  6. Un referente chiaro 
    Sapere chi è la persona di riferimento (interna o esterna) per la manutenzione. Spesso non c’è. 
    Conseguenza: quando serve, nessuno si assume la responsabilità e si perde tempo.


 

Metodo operativo – la mia sequenza in 30 minuti

  1. Verifico lo stato degli aggiornamenti di sistema e software principali. 
  2. Controllo che i backup automatici funzionino e siano recenti. 
  3. Faccio un test di ripristino (anche solo su un file) per essere sicuro. 
  4. Rivedo le impostazioni di sicurezza base (antivirus, firewall, password). 
  5. Identifico chi ha accesso a quali dati e dispositivi. 
  6. Nomino (o ricordo) il referente IT, anche se solo per le emergenze.


 

Le 3 mosse che farei per prime

  1. Backup seri (perdere dati costa tempo e denaro, anche per chi lavora da solo). 
  2. Aggiornamenti subito (le falle vecchie sono la porta d’ingresso più usata dagli attacchi). 
  3. Password e sicurezza base (spesso sono sottovalutate eppure bastano piccoli accorgimenti).


 

Mini-checklist manutenzione

  • Aggiorna software e sistema operativo
  • Verifica un backup recente
  • Testa il ripristino di almeno un file
  • Cambia le password più deboli
  • Controlla chi ha accesso ai dispositivi 
  • Chiama il referente IT se qualcosa non torna


 

Nella mia esperienza, la manutenzione non è una corsa a rifare tutto da zero: spesso bastano 2–3 cose in ordine per lavorare in modo più sicuro e tranquillo. Meglio prevenire che rincorrere problemi. Non serve rifare tutto: spesso bastano 2–3 cose in ordine. Vuoi capire se la tua manutenzione è sufficiente? Scrivimi per una chiacchierata senza impegno. 

Qual è la tua più grande incertezza sulla manutenzione IT?
 

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