Sito lento? La checklist pratica per PMI ticinesi prima di pensare a un nuovo hosting

Sito lento? La checklist pratica per PMI ticinesi prima di pensare a un nuovo hosting
Il sito sembra lento, ma non sai da dove partire? Capita spesso, soprattutto a chi gestisce un’attività piccola. Niente panico: prima di buttarsi su un nuovo hosting, ci sono controlli semplici che chiariscono la situazione. In questo articolo ti guido passo passo.

Se hai una PMI o sei un libero professionista in Ticino, probabilmente ti affidi al tuo sito web per presentarti e lavorare. Quando il sito inizia a diventare lento, è facile pensare subito al cambio hosting. Ma spesso, nella mia esperienza, bastano controlli mirati per capire dove intervenire senza stravolgere tutto. Questo articolo non è una ricetta valida per ogni situazione, ma un percorso pratico pensato per realtà piccole, dove tempo e budget vanno usati con attenzione. 
 

Test rapido in 10 secondi: fermati e verifica

  1. Il sito impiega più di 4 secondi a caricarsi?
  2. Noti spesso immagini che appaiono "a scatti"?
  3. Ricevi segnalazioni da clienti che non riescono a navigare bene?


Se hai risposto sì ad almeno una domanda, questa guida fa per te. 
 

Quali sono le cause più frequenti?

Ecco 5 sintomi e cosa significano (con esempi): 

  1. Immagini pesanti 
    Cosa significa: immagini caricate in formato troppo grande (es. foto da 2-4MB invece di 100-200KB). 
    Esempio: homepage con slider di foto caricate direttamente dallo smartphone. 
    Conseguenza: il browser impiega tempo a scaricarle, il sito rallenta.
     
  2. Plugin inutilizzati o obsoleti 
    Cosa significa: troppi plugin attivi o vecchi, specialmente su WordPress. 
    Esempio: plugin per funzioni non più usate, lasciati attivi “per sicurezza”. 
    Conseguenza: rallentano il caricamento e complicano la manutenzione.
     
  3. Script esterni lenti 
    Cosa significa: il sito carica risorse da altri siti (font, analytics, widget social). 
    Esempio: badge di recensioni o chat che bloccano la pagina.
    Conseguenza: se il servizio esterno è lento, rallenta tutto il sito. 
     
  4. Caching assente o non ottimizzato 
    Cosa significa: il sito genera ogni pagina da zero, senza memorizzare parti ripetitive. 
    Esempio: WordPress senza plugin di cache, o cache configurata male. 
    Conseguenza: ogni visita richiede più risorse al server. 
     
  5. Video incorporati pesanti 
    Cosa significa: video caricati direttamente sul sito, invece che su YouTube/Vimeo. 
    Esempio: presentazione aziendale in home page, caricata come file mp4. 
    Conseguenza: il video appesantisce la pagina e rallenta tutto.
     

Metodo operativo: la mia sequenza in 30 minuti 

  1. Apro il sito in modalità incognito e misuro il tempo di caricamento (cronometro o strumenti browser).
  2. Controllo la dimensione delle immagini principali (tasto destro > "Ispeziona" o strumenti di analisi come PageSpeed Insights).
  3. Faccio pulizia dei plugin: disattivo e cancello quelli non essenziali.
  4. Verifico la presenza e la configurazione della cache (plugin, server, browser).
  5. Rimuovo o ottimizzo script esterni non indispensabili.
  6. Test finale: ricarico il sito e confronto i tempi.

 

Le 3 mosse che farei per prime

  1. Ridurre il peso delle immagini (perché spesso basta per tagliare i tempi di attesa).
  2. Pulire i plugin inutili (meno codice, meno rischi, più velocità).
  3. Attivare la cache (spesso aumenta la velocità senza cambiare nulla lato server)

 

Mini-checklist copiabile

  • Il sito carica in meno di 4 secondi?
  • Immagini principali sotto i 200KB?
  • Plugin usati: meno di 10?
  • Cache attiva e configurata?
  • Script esterni indispensabili?

 

In questo contesto, non serve rifare tutto: spesso bastano 2–3 cose in ordine. Prima di pensare a un nuovo hosting, vale la pena investire 20 minuti in questi controlli. Se vuoi una valutazione rapida del tuo sito o hai dubbi su dove intervenire, scrivimi: spesso un confronto aiuta a vedere subito la strada giusta. 

Tu hai già fatto questi controlli?

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